Un’atleta fuori dalle classifiche

By | 26/02/2018

di Adriana Balzarini

Ai Giochi sono presenti madri e padri che approfittano dell’evento per vedere il proprio figlio o figlia gareggiare, alcuni sono presenti per motivi di lavoro, altri sono ex atleti oggi giornalisti, fotografi, commentatori, allenatori, manager. Mi piacciono le storie olimpiche particolari e significative a livello umano, storie vissute con passione anche se non balzano fra le notizie principali dei quotidiani. Questa storia è una di quelle che ci mettono davanti ai valori essenziali quale l’amore genitoriale, un amore inesauribile, incondizionato e ricco di gioia per i figli, che questa volta si è coniugato alla voglia di cimentarsi in un’avventura “sportiva” estrema.

La signora Rita Ruttiman con il marito ha realizzato un viaggio speciale per raggiungere il figlio, realizzando una vera impresa per assistere alle sue gare di freestyle. Hanno percorso 17mila chilometri con una bicicletta carica di borse, tende e pentole partendo dalla Svizzera per arrivare in Corea del Sud riuscendo ad attraversare 20 paesi. Lei e il marito sono partiti lo scorso 17 marzo dalla loro abitazione di Olten nel Canton Soletta, parte nord-ovest della Svizzera; sono rimasti bloccati in Kazakistan e qui si sono dovuti organizzare con un aereo per poter raggiungere il Sud- Est asiatico, non essendo riusciti a entrare in Cina. Da qui hanno dovuto prendere un secondo aereo per raggiungere Seul e da qui hanno ripreso la bicicletta fino a PyeongChang, la sede dei Giochi olimpici, incontrando tanto vento e freddo. Durante questo lunghissimo viaggio la coppia ha dormito in piccoli motel ma principalmente in tenda. Hanno attraversato pianure, colline e hanno percorso parallelamente l’autostrada del Pamir, una delle strade più alte del mondo, a circa 4.750 metri di altitudine, per vedere il loro figlio, Mischa Gasser di 26 anni, gareggiare alle Olimpiadi invernali. Mischa è stata la loro forza, la motivazione principale per superare tutti i disagi che hanno incontrato durante il loro viaggio. Sono arrivati a PyeongChang la settimana scorsa, giusto in tempo per vedere il figlio conquistare un posto nelle finali dell’evento aerials maschile, ritrovandolo dopo un anno al Phoenix Snow Park, sede dello snowboard. «Sono felice di vedere mio figlio, ce l’abbiamo fatta» hanno detto mamma e papà, secondo quanto riporta la stampa locale “ed è stato fantastico”. I genitori dell’atleta svizzero, già presente alle Olimpiadi di Sochi nel 2014 dove si piazzò 18esimo, sono dunque arrivati dove il “cuore batte” e la signora Rita abbracciando il figlio ha concluso soddisfatta: «Qui fa veramente freddo. È stato difficile passare dai 30 gradi ai -15 ma l’amore per un figlio permette ogni sacrificio». Ora sappiamo che la coppia al termine dei Giochi farà ritorno a casa soddisfatta , dopo aver visitato il Giappone. Non possiamo che fare i complimenti alla signora Rita, anche se non entrerà mai in nessuna classifica olimpica, ringraziandola per averci dimostrato, in maniera “sportiva”, che cosa l’amore genitoriale può realizzare!

 

 

 

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