Una finale di tennis degli US Open è entrata nella storia ancor prima di essere giocata

By | 15/09/2018

Serena Williams contro Naomi Osaka o Naomi Osaka contro Serena Williams? Una cosa è certa: al di là del risultato non era mai successo che una tennista giapponese potesse arrivare in una finale degli US Open e che in campo potesse incontrare il suo mito fin da quando era bambina . Si dice che Serena Williams abbia “piegato” tre generazioni di tenniste. Ma una finale come questa sicuramente non avrebbe mai pensato di doverla disputare. Un evento nell’evento, un incontro con una ragazza della quarta generazione e per di più contro una ragazza giapponese, una nazionalità inesistente nella storia delle finali tennistiche femminili. Sul campo colorato in azzurro è andata in scena una finale generazionale: fra le due donne ci sono ben 16 anni di differenza. Serena girava il mondo entrando in campo come una leonessa quando Naomi era ancora una bambina che la ammirava in televisione. La regina del tennis mondiale è nata a Saginaw Michigan il 26 settembre 1981, sorella di Venus, mamma della bellissima bambina di un anno dal nome Alexis Olympia. Naomi Osaka è nata a Osaka da papà haitiano e mamma giapponese ed è l’emblema delle nuove generazioni, che la sociologia chiama “meticcie”.

Serena Williams una “star” dentro e fuori dal campo, Naomi una ragazzina simpatica, timida e talvolta buffa specialmente durante le sue prime interviste a cui ancora non è riuscita ad abituarsi nonostante abbia  già vinto contro le tre tenniste ex numero 1 del mondo, Sharapova, Pliskova e Halep.

Un incontro che a dispetto del risultato segnerà un record: Serena Williams è tornata per la seconda volta in una finale da quando è diventata mamma cercando di eguagliare la leggendaria Margaret Court, dopo aver disputato 31 slam e averne vinti ben 23 . Naomi Osaka si trova di fronte  la regina Serena, già battuta ma in un periodo difficile dopo il parto, e forse ha capito ancor prima di scendere in campo che questa vittoria la porterà a essere lei la nuova stella del tennis mondiale.

Serena ha perso la testa durante un diverbio con il giudice di sedia, ha rotto la racchetta, non è riuscita a entrare in partita per il suo nervosismo.  Naomi è stata una spettatrice di tutto questo ma non si è scomposta ed è rimasta concentrata. Le sue palle hanno continuato ad arrivare al di là della rete ad una velocità impressionante, circa 200 km all’ora, e hanno spiazzato la leonessa ormai ferita da richiami arbitrali.

La Willians ha inseguito e sognato per la seconda volta di eguagliare con il 24esimo titolo in un Major la grande campionessa leggendaria Court, ma con due sanzioni e la litigata con l’arbitro è riuscita solo a dimostrare che anche le grandi star  possono avere problemi con le “stelline” che crescono. Osaka da parte sua  ha vinto contro quella donna che era il suo  idolo da bambina, contro la tennista più forte di sempre; ha spezzato il sogno di Serena ed è entrata nella storia del tennis diventando ,forse, a vent’anni  la “nuova regina “. Sopportando con calma, da vera campionessa, anche che per giorni si parlerà forse più delle sfuriate e dei gesti poco edificanti di Serena Williams  che della sua vittoria ottenuta con un risultato che non lascia dubbi sulle sue capacità: 6/2 e 6/4.

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