Un tris di donne che hanno regalato all’Italia le medaglie olimpiche nello slalom gigante (e una quarta che le ha precedute…)

By | 16/02/2018

di Adriana Balzarini

Federica Brignone voleva una medaglia nello slalom gigante non lo aveva mai nascosto! Federica riporta l’Italia sul podio dopo 20 anni e grazie a questo risultato entrerà di diritto nella storia dello sci, per le specialità invernali alpine. La prima donna italiana che affrontò questa specialità fu Celina Seghi, “ il diavoletto rosso” dell’Abetone. Ancora oggi è conosciuta come la “Regina dello sci “, di quello sci eroico dove ogni spostamento, come lei ama raccontare, “era una vera e propria avventura perché ogni spostamento avveniva in autobus, in treno e talvolta con mezzi di fortuna, passaggi di fortuna e talvolta su qualche carro”. Non andò a Garmisch nel 1936 perché Renato Ricci, che all’epoca era anche Presidente della Federazione italiana degli sport invernali, non volle, stimandola ancora troppo giovane (aveva infatti solo 16 anni, pur avendo ottenuto i tempi della qualificazione). Celina vinse nel 1941 i Mondiali di slalom speciale a Cortina poi non riconosciuti ufficialmente perché non tutte le nazioni vi si erano potute recare a causa della guerra. Questa, con la sua tragedia, interruppe tutto, anche lo sport, “penalizzando” fortemente la resa agonistica di Celina che tornò a gareggiare nel 1952, anno in cui fu introdotta la specialità dello slalom gigante ai Giochi di Oslo conquistando il quarto posto e dove vinse per la prima volta l’americana Andrea Mead, diventata in seguito famosa per le sue battaglie ecologiche in montagna .

La prima donna italiana che portò a casa una medaglia fu Giuliana Minuzzo che conquistò la stessa medaglia che oggi conquista Federica Brignone, nelle Olimpiadi di Squaw Valley nel 1960. Poi un’altra grande nostra campionessa, Debora Compagnoni, vinse ben due slalom giganti consecutivamente, alle Olimpiadi di Lillehammaer nel 1994 e a quelle di Nagano nel 1998.

Oggi, grande emozione in casa Brignone, Federica regala la vittoria a se stessa e alla mamma Ninna Quario, anch’essa atleta della famosa “Valanga Rosa” che vide sfumare per soli due centesimi la medaglia di bronzo nello slalom alle Olimpiadi di Lake Placid del 1980. Buon sangue non mente, e la storia dello sport lo ha più volte testimoniato.

 Federica Brignone

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