Serata conviviale “Donne e sport” con Stefania Belmondo

By | 05/12/2018

di Adriana Balzarini

 

Grazie al Panathlon Club Cuneo, al Coni Point di Cuneo, agli assessorati ai Servizi scolastici e allo Sport del Comune di Borgo San Dalmazzo e all’Area 3 Distretto Italia del Panathlon International, la Mostra “L’emancipazione femminile vista attraverso i Giochi Olimpici”di Adriana Balzarini è arrivata a Borgo San Dalmazzo. All’inaugurazione Stefania Belmondo è stata l’ospite d’onore ed è stata nominata “socia onoraria del Panathlon”. Cinque giorni dopo l’incontro conviviale su “Donne e sport”.

 

Stefania è arrivata con il suo carico di semplicità, sorridente e affabile con tutti. Lo “scricciolo”, “ al trapulin“ o se volete “il fiorellino” come la chiamava il generale Carlo Valentino, presidente della Fisi, con  la sua chioma bionda che ne avvolge  il viso e i suoi occhi azzurri ha invaso  il salone del convegno nonostante un corpo minuto. Dispensando sorrisi e strette di mano, con grazia e con una semplicità disarmante ha espresso gratitudine a tutti per essere presenti a quella serata che si preannunciava interessante.

Una serata di donne che si raccontano, donne che vivono lo sport in modo differente. Al centro della scena Stefania, come doveroso che fosse, la “star” della serata, anche se la Campionessa che ha vinto tanto ha saputo ascoltarmi con interesse mentre raccontavo la storia di donne olimpiche che hanno affrontato grandi sacrifici, non solo fisici ma anche morali e sociali, arrivando perfino a essere insultate perché avevano intrapreso un’attività sportiva.  Donne che con la loro caparbietà hanno saputo protestare e hanno pagato pesanti conseguenze al rientro nel loro paese dopo i Giochi. Presente alla serata anche la dottoressa Notario, medico condotto nelle Valli dove vive Stefania, che ha raccontato  la sua lunga strada professionale svolta fra ospedale e  ambulatori situati in montagna , dove spesso capitava che, negli anni ’60, facesse partorire le donne in un angolo della stalla resa calda dalla  presenza degli animali. Poi sono seguiti i saluti istituzionali delle altre donne presenti alla serata: la delegata CONI di Cuneo e l’Assessore alla cultura della città.

Infine Stefania è stata presentata come “lo scricciolo d’oro” o se volete “ la nostra piccola immensa donna”, perché Stefania  è un patrimonio della nostra nazione . C’è da augurarle  che il suo territorio sappia sempre omaggiarla come Pistoia e le montagne dell’Abetone continuano a fare con la mitica Celina Seghi.

Stefania è una donna che ha offerto gli anni migliori della sua vita sacrificandosi quotidianamente con allenamenti estenuanti svolti con ogni condizione metereologica, macinando chilometri e chilometri su piste a tutte le temperature e con le condizioni atmosferiche spesso proibitive. Grazie a lei e alle sue compagne di squadra si è riusciti a dare pari dignità al fondo femminile, che prima era visto solo al servizio del settore maschile. “Prima eravamo quasi ignorate, non era mai stato previsto un progetto, una programmazione per noi e anche se esistevamo sembrava che dessimo fastidio perché intaccavamo il budget destinato al fondo maschile”.

Sollecitata a raccontarci di lei, Stefania ha continuato con semplicità e chiarezza: ”Ho iniziato in solitudine a praticare questo sport, mi sono allenata negli anni della mia  adolescenza nelle mie  vallate, spesso sola in mezzo ai miei boschi  a differenza delle atlete scandinave e russe che già avevano una squadra e godevano della neve dal mese di ottobre a fine marzo/aprile. Sono poi entrata nel comitato Aoc, visto che ero riuscita a ottenere buoni risultati nelle gare giovanili, anche se non dimenticherò mai la mia prima gara disastrosa, quando avrei voluto solo piangere e avevo chiesto a papà di non portarmi più a sciare… Le mie compagne erano nei primi tempi Manuela di Centa e Guidina dal Sasso oltre a Maria Canins, a tempo parziale, e grazie a Camillo Onesti abbiamo ottenuto di avere  il settore Fondo Femminile. A questo punto anche gli uomini si sono accorti del nostro potenziale.”

Stefania è stata così la prima italiana a conquistare una Gara di Coppa del Mondo a Salt Lake City nel 1989 e proprio in questo luogo tredici anni dopo ha vinto il suo ultimo oro olimpico.  Stefania è una delle atlete più titolate della storia dello sci di fondo femminile, con dieci medaglie olimpiche (in una graduatoria dove è seconda pari merito con la russa Raisa Smetanina, dietro solo alla norvegese Marit Bjørgen) e tredici iridate.

Su richiesta, ha poi ricordato la sua infanzia : ”I miei primi sci erano di legno, colorati di rosso e costruiti nel laboratorio di casa da mio  padre, anche se  io da bambina avrei preferito una slitta, ma non avevo il coraggio di dirlo vista la sua cura nel costruirmeli…. In seguito ho sempre cercato di  incarnare  lo spirito della disciplina che avevo già scelto da adolescente, comunicando sempre con le mie espressioni  la fatica e lo sforzo ma anche la passione per tutto quello che affrontavo. Avevo la grande volontà di combattere contro i miei  limiti, senza cercare nessun aiuto se non la mia personale determinazione associata alla  correttezza nell’affrontare gli impegni.” Ricordiamo tutti il suo volto durante le gare, quando “il fiorellino diventava tigre”, come diceva il presidente della FISI, vedendone la grinta in gara, che poi abbandonava per diventare  sorridente dalla gioia dopo la  vittoria.

 “Oggi, continua Stefania, lavoro come Guardia Forestale di Cuneo, ora Carabiniere, e vado nelle   scuole per parlare di sport “pulito” agli studenti. Un impegno che ho sempre sentito prima di tutto nei miei confronti, sono sempre stata attenta e non mi sono mai fidata di nessuno che mi offriva borracce sul campo di gara. Avevo due persone di fiducia a cui affidare la mia borraccia personale  … vedevo e capivo che molte usavano “aiuti“ ma non ho mai abbandonato i miei principi e oggi sono orgogliosa di questo… forse ancora più orgogliosa delle mie medaglie…..questo valore di “atleta pulita” lo posso gridare al mondo senza paura di essere smentita! Proprio per questo sono diventata la testimonial della Regione Piemonte “Sport Pulito” e ai ragazzi delle scuole e degli Sci Club che incontro racconto che la fatica, gli sforzi e i sacrifici ripagano sempre e che non bisogna mai cercare scorciatoie. Lo sport ti prepara alla vita futura anche se   proprio nello sport talvolta sai che al tuo fianco si può insinuare l’illecito. Sta a te scegliere non tanto per lo sport ma principalmente per te stesso! Bisogna imparare a trasformare le delusioni in stimoli per migliorare!Oggi affronto anche la responsabilità di crescere due figli, uno di quindici anni, in piena età adolescenziale e, come tutte le mamme, combatto quotidianamente per sollecitarlo a lasciare il cellulare, a non rinchiudersi a casa con “rapporti da tastiera”, piuttosto a uscire  per farsi delle belle passeggiate in compagnia, e a far sport.”

 La Belmondoha quindi conclusoringraziando per la serata:  “E’ stata per me una serata davvero piacevole, mi avete accolto in modo caloroso e vi ringrazio tutti per avermi regalato questa onorificenza panathletica”. Una serata meravigliosa chiusa dopo la mezzanotte con un pubblico ancora attento, interessato che non avrebbe voluto andarsene e anzi avrebbe voluto riavvolgere il nastro della serata per poterla rivivere. Arrivederci Stefania! presto ci ritroveremo per un altro incontro, ascolterò ancora attentamente i tuoi racconti donandoti altre storie di donne coraggiose, come mi hai chiesto.

 

 

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