Se vuoi, puoi! 165 chilometri in 6 tappe in autosufficienza!

By | 03/12/2018

di Adriana Balzarini

Con questo progetto, oltre a un cuore pieno di passione, Gina Spitaleri, Panathleta di Bra è partita per l’avventura che voleva vivere con tutta se stessa: la gara dell’ ”Oman Désert Marathon” che si è svolta  dal 16 al 24 novembre 2018 nella regione di Alsarqyah Sand a Wilayat Bidiyah, a sud-est del Sultanat dell’Oman.

165 km tutti da scoprire ricco di quelle difficoltà che solo un percorso nel deserto ti può far  provare;  prospettive di fronte agli occhi diverse giorno dopo giorno, un saliscendi continuo con i piedi che ad ogni passo affondano nella sabbia fine come il borotalco ma anche con uno scenario di fronte agli occhi, mentre corri, che non ti può lasciare indifferente.Tutti partono in questa maratona portando con sè il bagaglio personale di sopravvivenza, dal fazzoletto al sacco a pelo , eccetto l’acqua che viene fornita dall’organizzazione”.

In questa sesta edizione dell’ “Oman Désert Marathon” si sono trovate alla partenza venti donne e fra queste tre italiane di cui due piemontesi di  Bra, città di circa 30 mila abitanti in provincia di Cuneo, anche se si trova a 50 chilometri  equidistante da Torino. Una bella sfida per Gina, perché arrivare in una maratona del genere è già un successo, specialmente quest’anno quando le temperature sono arrivate ai 41 gradi centigradi, ma anche perché ha vinto una sfida con se stessa.  Era la prova a cui voleva sottoporsi dopo il diabete che l’ha colpita due anni fa.  “Ho effettuato la prova con la consapevolezza di conoscere bene il mio fisico e sono felice di essere riuscita a portare a termine la gara, la passione mi ha messo le ali e mi sono detta “Gina  se vuoi, puoi!”. Superato il traguardo ho potuto dire a me stessa che la vittoria la avevo ottenuta reggendo tutti i giorni la fatica e arrivando alla fine della gara con ancora energie in corpo.”  Gina continua: “Ho affrontato discese e salite continue per tutti giorni della maratona. “ Se vuoi, puoi!” me lo sono  ripetuta anche  il giorno dei 42 km partendo alle 15 ,sotto un sole bollente che rendeva la temperatura altissima,  arrivando alle 21.30 all’accampamento predisposto per poter riposare; pronta la mattina seguente  per intraprendere l’ultima giornata di gara con una sfida pesante di altri 24 chilometri in un percorso particolarmente angusto. Dune altissime da salire, discese ripide da affrontare per tutto il tragitto della tappa e  fino all’ultimo respiro ho continuato a credere in me stessa e alla mia vittoria personale;  oggi posso dire “ Ho sperato , ho provato, ho creduto e ci sono riuscita.”

Un’altra impresa femminile degna di essere fissata sul foglio in questa rassegna di donne nello sport della Rivista Olimpia per far conoscere che niente è impossibile se lo si vuole con fermezza,  anche se nella vita il nostro fisico può subire dei cambiamenti inaspettati. Poi naturalmente vogliamo complimentarci con Gina che, oltre a essere una donna impegnata nello sport attivo, è anche una panathleta, oggi Presidente del Club di Bra. Questa vittoria la aggiungerà al palmarés del suo Club, dove inviterà la nuova socia e compagna di avventura che dopo aver condiviso con lei giornate particolarmente difficili, troverà nel Panathlon un’accoglienza festante. Perché lo sport è cimento, solidarietà e amicizia.

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