Per la prima volta una donna italiana impegnata ai “Mondiali di motosega”

By | 13/07/2018


Quando penso a una bambina nel bosco mi ricordo  di “Cappuccetto rosso” nella fiaba raccontata dalla nonna;  oppure se penso ai prati e a boschi ordinatissimi in montagna trovo nei miei  pensieri la figura di Heidi, il cartone animato preferito dalle mie figlie. Da oggi penserò a una ragazza di sedici anni, Stefania Geronazzo , che è  diventata vice campionessa olimpica di motosega e che fra pochi giorni affronterà il Campionato del mondo di questa disciplina, da poco accessibili anche alle donne. Si, vicecampionessa olimpica, avete letto bene, sentite come è andata l’intervista.

Appresa la notizia dai giornali, ho subito cercato Stefania a Vellai, in provincia di Belluno. Non è stato facile ma alla fine la ragazza mi ha risposto, sorpresa ma felice dell’intervista. Ha iniziato subito a raccontarmi, ancora prima delle sue gare, dei sacrifici dei suoi genitori per permetterle di farle, di raggiungerne i luoghi, le spese affrontate per l’acquisto del materiale, gli orari degli allenamenti ecc., insomma, tutto quello che normalmente riguarda molte delle nostre giovani sportive. Poi la giovane studentessa ha ringraziato la scuola per il grande supporto che le ha offerto e i suoi compagni che la aiutano negli allenamenti svelandole segreti che ancora non conosce perché si è approcciata a questa disciplina da soli due anni, a differenza  di loro che la praticano da più di dieci. Già, perché il taglio con motosega è una vera e propria disciplina sportiva da quelle parti e sono in molti a praticarla, tutti però ragazzi.

Stefania è così diventata vice campionessa olimpica nel mese di aprile dello scorso anno avendo partecipato alla XII edizione delle Olimpiadi forestali Alpe Adria di Slavonski Brod, effettuate  in Croazia. Una competizione internazionale che ogni anno riunisce gli Istituti agrari di otto diverse nazioni (Italia, Austria, Slovenia, Croazia, Bosnia, Serbia, Repubblica Ceca e Ungheria). Stefania dopo un duro e costante lavoro di preparazione alla competizione, svolto all’interno della scuola  con i suoi compagni, ha regalato   per la prima volta alla sua  scuola, l’Istituto agrario feltrino “Antonio Della Lucia” di Vellai, una medaglia  e all’Italia il piacere di comparire fra le Nazioni sul podio.

“Ho iniziato a seguire gli allenamenti di motosega grazie alla proposta di partecipare alle Olimpiadi dell’Alpe Adria da parte di alcuni insegnanti della  mia scuola – racconta Stefania– e con un po’ di stupore, dopo solo pochi mesi, a gennaio mi sono ritrovata a far parte, come unica componente femminile, della squadradella scuola”.

La giovane “boscaiola” dopo l’esperienza passata delle Olimpiadi, vestirà il tricolore del team Italia della Federazione italiana boscaioli ai Mondiali per affrontare le prove  che si svolgeranno in Norvegia a Lillehammer il 5-6 agosto.  La Federazione ha sede ad Arcisate (Va) e tra i suoi scopi principali, riportati nello Statuto (http://fedboscaioli.it/statuto-2/), c’è quello di “propagandare il rispetto per la natura e per l’ambiente e di sensibilizzare sui problemi inerenti la gestione del patrimonio boschivo per la salvaguardia del territorio e delle montagne.” (art.2-1) oltre  che “diffondere la cultura del lavoro boschivo in piena sicurezza”, come recita la sua pagina in Face book. Entrambe le finalità sono meritorie nel momento in cui dal 2017 è stata abolita la Guardia Forestale che si occupava di vigilare sul patrimonio boschivo, e poi se viste all’interno di un percorso educativo scolastico in cui lo sport si mescola allo studio e al rispetto dell’ambiente.

Il Campionato Italiano di specialità è suddiviso in due tipi di competizioni: il Triathlon (gara individuale che comporta l’abbattimento oppure il cambio catena, la sramatura e il taglio con accetta) e il
Pentathlon (gara a squadre composte da 3 atleti che si cimentano in cambio catena,
tagli combinati, abbattimento, sramatura e taglio con accetta). Come si vede gare molto impegnative, il cui allenamento non ha nulla da invidiare a gare più blasonate del panorama olimpico e che in compenso hanno un valore in più, quello di tramandare usi e tradizioni locali di una cultura da  mantenere salda per il rispetto, la tutela, la conservazione del vasto patrimonio boschivo italiano.

La partecipazione di Stefania ai Campionati di Lillehammer è del tutto eccezionale perché sarà l’unica donna in squadra con altri quattro compagni provenienti da Toscana e Trentino. Proprio in questi giorni al rientro dall’estero per un progetto scolastico Erasmus, ha ripreso con intensità gli allenamenti per affrontare le cinque prove che l’aspetteranno a Lillehammer: taglio di precisione, combinato, cambio catena e abbattimento, oltre alla sramatura (il taglio dei rami di un albero). Affronterà una sfida tra 28 Paesi con la presenza di 88 atleti “Pro class” e ventinove “Under 24”, insieme a quindici concorrenti femminili. Sarà dunque un’eccezione per l’Italia ma non per altri paesi più abituati alla parità di genere in tutti i campi.

L’attenzione per lei nel suo territorio  è fortissima, ma con semplicità afferma: “Sapere che parteciperò al Campionato mondiale è emozionante. Sono la prima italiana a disputare questa competizione e la soddisfazione di poterci essere è già un grandissimo risultato per me, darò il massimo e farò del mio meglioper ringraziare tutti quelli che credono in me, iniziando dai miei genitori e dai miei professori. In queste settimane che mancano all’appuntamento norvegese continuerò con cinque allenamenti a settimana, uno intenso lo effettuerò in Toscana con il team Italia, per arrivare al meglio al mondiale. Un altro obbiettivo sarà quello di trovare un aiuto finanziario per le spese vive della trasferta, ma grazie alla cantina produttori di Valdobbiadene Val d’Oca otterrò una parte di aiuto. Spero che qualche altra azienda del territorio possa interessarsi a me “.Nulla da invidiare nelle sue parole ad altre atlete di rango.

Si è trattato di un’intervista piacevole, molto cordiale e per certi versi disarmante di fronte ad una ragazza solare e modesta ma piena di vita,  che solo ad ascoltarla era un inno alla vita con una  passione accompagnata da valori forti quali la famiglia, la tenacia nell’affrontare un impegno, lo studio e il lavoro. Una ragazza dal viso e dalla voce dolci, impegnata in un campo che pensavamo fosse appannaggio dei soli maschi. Le auguriamo di trovare sponsor che capiscano non solo la novità ma l’eccezionalità del suo impegno in Italia.

Noi della Rivista Olimpia con piacere presentiamo una nuova risorsa sportiva al femminile che porterà con onore la maglia azzurra in giro per il mondo. In bocca al lupo Stefania! Ci risentiamo come da accordi dopo la tua prova mondiale e ci dirai ancora della tua esperienza così originale ma che nasconde anche al suo interno tanti tratti delle nostre tradizioni montane.

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