Cosa rimane di Rio2016

By | 25/09/2016

rioL’estate che si è appena conclusa è stata così densa di eventi sportivi che ci è sembrato utile raccogliere qualche notizia che ci ha particolarmente colpiti. Inutile dire che le news più importanti sono quelle “olimpiche”, che hanno evidenziato un grande interesse per l’afrgomento che ci sta a cuore, e cioè lo sport per le donne.

Alcune volte questo interesse è stato un po’ “maldestro”: alludiamo alla vicenda delle nostre tiratrici d’arco definite da uno sprovveduto giornalista “cicciottelle”, vicenda che per il suo epilogo (la rimozione del giornalista a seguito delle proteste nei social) ha dimostrato che, quando le donne sono solidali e amiche, riescono a raggiungere il loro obiettivo. Altre volte invece ha rivelato un genuino entusiasmo che ci ha incoraggiati a fare una cernita nell’abbondanza di informazioni giunte da Internet e carta stampata, scelta difficile ma necessaria, perché le notizie sono state tante e varie.

• Al primo posto c’è l’inchiesta di Rep.it sul professionismo delle sportive. A questo argomento dedicheremo un’apposita riflessione a cura di Angela Magnanini, corredata anche da una sua intervista all’on. Laura Coccia, che è firmataria degli emendamenti alla ormai famosa (e famigerata… da anni si parla di modificarla, di adattarla ai tempi visto che sono passati 35 anni dalla sua ratifica…) legge 91/81

• Poi ecco il pugilato femminile in un video su Irma Testa, la diciottenne argento ai Giochi olimpici giovanili di Nanchino del 2014, dalla quale ci si è aspettato forse troppo a Rio. Ma la ragazza appare determinata e decisa a perseguire “il sogno della sua vita”, quello di boxare. Irma definisce “molto femminile” lo sport del pugilato per la sua eleganza ma anche per la “determinazione, la grinta, il coraggio” che infonde nelle donne che lo praticano. Tutte qualità che un tempo erano appannaggio degli uomini e non certo delle donne, ma Irma non ha esitazione a definirle “femminili”, sottolineando, forse anche per la sua anagrafe, un cambio di secolo nel modo di sentire delle ragazze. Una tematica in cui certo torneremo peichè il tema è dibattuto e ancora molto caldo, visto le diverse prese di posizione nei suoi confronti. Un pro e contro che riguarda forse il pugilato in generale, ma che con quello femminile si fa più acceso, memori del film di Clint Eastwood di qualche anno fa che ne ha reso famosa la brutalità e che tutti ricordano, “Million dollar baby”, in cui risaltava però anche la voglia di affermazione della donna in campi fino allora esclusivamente maschili, come quello della boxe. Un film in verità che si disperdeva in mille rivoli, ma che comunque ha aperto la strada alla conoscenza nel nuovo millennio di una realtà prima sconosciuta.

• Ancora pugilato, questa volta insegnato da una donna nel progetto “La boxe è femmina”: un progetto molto interessante che Imane Kaabur, marocchina di nascita, ha lanciato a Genova per sensibilizzare la comunità sul tema della violenza sulle donne, offrendo soluzioni concrete a un problema molto grave anche nel nostro paese e la cui riflessione spesso è relegata alla sola giornata ufficiale di mobilitazione contro la violenza alle donne. Imane spiega come invece può essere tenuto vivo il pensiero su questa grave problematica che vede in pericolo l’incolumità delle donne, con la concretezza del suo corso, cui partecipano pedagogisti, psicologi, sociologi ed anche un’attrice.

• Una laconica comunicazione da parte della Federazione Italiana Pallavolo ha annunciato la nomina dell’on. Paola De Micheli alla Presidenza della Lega Pallavolo serie A maschile, prima donna a ricoprire questa carica. Se non è la prima volta che un politico occupa posti di rilievo nella dirigenza sportiva, probabilmente che il politico sia una donna lo è. Se ci arriveranno altre segnalazioni di situazioni analoghe, le pubblicheremo volentieri.

• Una bellissima serie di foto di donne portabandiera a Rio è davvero una notizia da mettere in evidenza, perché sono più di cinquanta le donne che hanno avuto l’onore di portare la bandiera della loro nazione nella sfilata olimpica, momento quasi liturgico dei Giochi. Come scrive Rep.it, “Alcune di loro sono state scelte a furor di popolo attraverso sondaggi online, come la brasiliana Yane Marques. Altre hanno conquistato questo onore con sacrifici e coraggio.”. Sacrificio e coraggio, due caratteristiche molto femminili.

• A sacrificio e coraggio, come già Irma Testa prima sottolineava, possono aggiungersi la grinta e la determinazione dimostrate dalla nazionale di calcio femminile del Brasile in questo servizio comparso nel sito del Cio ai primi di agosto (che però contiene dei pronostici dimostratisi inseguito troppo ottimisti…).

• E ancora bellissime immagini di donne sportive da Rio e in genere dai Giochi olimpici.

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