Lo sport vero e lo sport del palazzo! Trova le differenze!

By | 06/08/2018

di Adriana Balzarini

Partiranno per gli europei di atletica che si svolgeranno a Berlino dal 6 al 12 agosto 89 atleti di cui 40 donne. Fra queste italiane mi piace ricordare queste giovani che fin dal loro primo incontro con il mondo sportivo si sono impegnate per poter portare oggi la maglia azzurra:

In un momento in cui gli organi più importanti dello sport italiano sembrano non prendere una “decisione secca” sulla località italiana da presentare al C.I.O. per i Giochi Olimpici del 2026, lo Sport, quello con la S maiuscola, quello praticato che prevede regole ma non barriere mentali, continua libero il suo percorso grazie agli atleti. Nel praticarlo non ci sono distinzioni di ceto sociale, di appartenenza a club importanti, di colore della pelle o di religione. Perché le nostre atlete e i nostri atleti, a differenza di altri del mondo politico ma anche sportivo, non si devono adeguare, piacere, compiacere, flirtare, perchè sanno che per ottenere un risultato bisogna impegnarsi con anima e corpo perché solo così lo sport è libero da condizionamenti e la selezione verrà fatta unicamente dai risultati, dalla preparazione, dall’intelligenza nell’affrontare la gara e dalla volontà personale.

 

Fra pochi giorni assisteremo agli Europei di Atletica che si svolgeranno a Berlino per i quali le nostre atlete, come i loro colleghi maschi, sanno davvero anticipare i cambiamenti. Sono lo specchio vero della nostra società e sulle piste, questa volta quelle di atletica, troveremo le giovani della seconda generazione di immigrati, nate in Italia, che con orgoglio porteranno la maglia azzurra e lotteranno per un risultato di prestigio. La società non ha ancora metabolizzato tutto questo? I politici le rincorrono se fa loro comodo per aumentare i consensi? I dirigenti sportivi si attaccano al petto delle medaglie che non meritano fino in fondo? Non importa! Loro vanno avanti a dispetto di tutto e sapranno offrirci la loro grazia nel gesto atletico, dimostrando di quanti passi avanti siano rispetto a chi fa solo chiacchiere sull’integrazione. Queste ragazze sanno che, grazie allo sport, vivono fianco a fianco con le loro coetanee e come loro vogliono una vittoria per l’Italia che le ha viste crescere, studiare, giocare, anche se ognuna di loro porta con sé la propria origine, ovvero la patria dei propri genitori.

 

“Viaggiano su un altro binario …” come dice la giornalista Giulia Zonca. Certo viaggiano sul binario del cronometro e del metro che annulla il colore della pelle. Viaggiano sul binario che cerca la stazione della vittoria. Sorrisi meravigliosi tinti di azzurro. Loro sì, a differenza dei tre sindaci delle città candidate ai Giochi invernali, hanno dovuto soffrire nell’allenarsi aspettando il compimento del loro diciottesimo anno di età, per poter rappresentare quella che è anche la “loro”nazione. E questa, solo dopo aver conosciuto le loro vittorie e tanti bei risultati, ne andrà poi orgogliosa.

 

Di fronte a una incertezza come una candidatura olimpica dal nome non ben precisato (TO-MI-CO? MI-TO-CO? CO-MI-TO? che assomiglia più al nome di un farmaco da banco che all’espressione dello spirito olimpico), ci consoleremo e gioiremo per questa splendida gioventù che saprà ancora una volta dimostrarci come si corre, si salta, si gioisce e si piange. Lo sport vero fortunatamente continua la sua marcia, silenziosa ma efficace, e per quelli che come me non sono più giovani o che hanno una passione per lo studio degli avvenimenti olimpici, non posso non ricordare quel lontano 1960 quando Wilma Rudolf, che rappresentava gli USA, fece clamore non solo per le sue strepitose vittorie ma perché con quel sorriso accettò di essere chiamata “la gazzella nera”! Le vittorie olimpiche le permisero al suo rientro di partecipare per la prima volta a una cena sedendosi allo stesso tavolo con i bianchi. “Tre medaglie olimpiche: il senso della realizzazione riempiva il mio corpo. Sapevo che era qualche cosa che nessuno poteva portarmi via, mai!”.

 

Sono passati quasi 60 anni eppure nel nostro paese rimangono delle difficoltà di tipo culturale, ma noi sappiamo che solo lo sport praticato insegna cosa sia lo spirito libero, l’eguaglianza e la fratellanza! Avanti ragazze, aspettiamo che buttiate giù con energia il muro dei pregiudizi, tiferemo per voi a Berlino, per l’avvento di un mondo migliore!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *