L’incredibile Ester Ledecka!

By | 08/03/2018

di Adriana Balzarini

Quando il talento è unito alla freschezza e alla serenità della gioventù, si può arrivare al traguardo senza pensare di aver vinto. Abbiamo assistito anche a questo nei Giochi di PyeongChang, dove Ester Ledecka è piombata sul traguardo diventando la vincitrice di una delle gare più attese del circuito dello sci alpino. Ha attraversato la linea di arrivo quando i giornalisti avevano già incominciato a intervistare l’atleta austriaca Veith, sicuri della sua vittoria. L’atleta ceca, nipote di un’ala destra nell’hockey su ghiaccio, si è così ritrovata nel parterre olimpico incredula del risultato ottenuto, sapendo di aver puntato soprattutto l’oro nello snowboard.

E’ la prima donna al mondo che partecipa alle Olimpiadi gareggiando in due specialità: super esperta in una ma poi semplice concorrente nell’altra, per giunta con un paio di sci presi in prestito dall’americana MicKaela Shiffrin. Una gara quest’ultima dove gli sci, suoi ma anche “di altri”, hanno messo le punte fuori dal cancelletto un po’ increduli, per poi arrivare al traguardo primi fra tutti.

Ester ha battuto sciatrici molto forti e molto più conosciute di lei, come l’americana Lindsey Vonn o l’italiana Sofia Goggia, e all’arrivo al traguardo neppure lei si aspettava l’ottimo risultato conseguito . Sapeva solo di essere la prima e l’unica donna ad aver scelto di partecipare in due discipline negli stessi Giochi. Ambizione o giocosità e creativa spensieratezza?

Ora tutti ad analizzare la sua sciata, la differenza fra lo sci e lo snowboard guidati dai suoi piedi, ma la realtà è che questa ragazza è davvero un talento o se volete aggiungerlo, un fenomeno.

Per dire quanto poco fosse prevista la vittoria di Ledecka, la rete americana NBC aveva già annunciato Veith come vincitrice prima che la ceca gareggiasse. Ester è scesa, infatti, dopo le prime venti atlete, solitamente le favorite a contendersi le prime posizioni, ed era 43esima nella classifica della Coppa del Mondo di supergigante, nella quale non ha mai concluso una gara più avanti della 19esima posizione.

Una duplice vittoria inattesa, dunque, questa, frutto di tenacia e determinazione, ma forse anche di un pizzico di frizzante e assolutamente giovanile incoscienza. Ma anche un regalo alla Repubblica Ceca nel suo 25° anniversario della separazione dalla Slovacchia, che così è risultata 12° nel medagliere olimpico, subito dopo gli atleti olimpici della Russia e prima di Bielorussia, Cina e Slovacchia…Un piazzamento su cui gli esperti di geopolitica sportiva avrebbero da riflettere.

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