La passione per il calcio unisce l’Italia da nord a sud, da sud a nord!

By | 05/07/2018

di Adriana Balzarini

Due interviste a due donne calciatrici effettuate a pochi giorni di distanza, due interviste diverse sia per età sia per ruoli ma ugualmente ricche di passione, d’impegno e di costanza nel perseguire i risultati. Questi in verità fino a pochi anni fa non avrebbero fatto notizia o non sarebbero nemmeno stati presi in considerazione. Oggi raccontiamo la storia di una allenatrice, Antonella Licciardi e di una giovane attaccante, Agnese Bonfantini, giocatrice nella serie A dell’Inter e maglia azzurra under 19.

Antonella Licciardi è calciatrice da sempre, ha iniziato a giocare fin da bambina e fino all’età di 13 anni nelle  strade della sua isola, Ustica, nei campetti improvvisati  e nelle piazzette. Ha dovuto lasciare Ustica a tredici anni per approdare in città, a Palermo, per continuare gli studi e iscriversi al liceo. A Palermo e grazie a una amica di scuola, che aveva scoperto la sua passione e le sue capacità calcistiche, è entrata in prima squadra nella ProPalermo scalando la serie C e la serie B. Studio e passione l’hanno sempre accompagnata e così Antonella ha conseguito la maturità liceale e il diploma ISEF. Gioca fino a venticinque anni quando deve smettere perché arrivano le prime supplenze nella scuola ma quando queste  la costringono a lasciare la Sicilia per trasferirsi in Calabria, si ritrova ad assaporare l’odore del prato verde. Dopo un provino per la squadra di serie A,  la “Siderno Calabria”,  rimette  gli scarpini che pensava ormai di lasciare appesi al chiodo per sempre. La passione l’aveva ancora una volta accompagnata e travolta facendole passare un anno meraviglioso fra l’insegnamento, l’allenamento e le partite.  Al suo rientro a Palermo torna a giocare nella squadra palermitana fino all’età di 29 anni e nel frattempo acquisisce il patentino di allenatrice dopo aver frequentato il Corso specifico a Coverciano.

Fino a qui potrebbe sembrare la storia di una vita da sportivi come altre, anzi, più di altre visto che Antonella ha  acquisito sul campo la possibilità di poter disputare più volte la serie A. Tuttavia ecco l’affacciarsi di problemi che purtroppo hanno penalizzato (e continuano talvolta a farlo) le squadre del Sud rispetto a quelle del Nord: la sua squadra non riesce a trovare sponsor capaci di supportare le trasferte delle atlete nel nord Italia e di conseguenza Antonella ha dovuto rinunciare con le sue compagne al torneo d’eccellenza.

Oggi Antonella, dopo essere passata di ruolo nei ranghi del Miur, insegna educazione fisica in una scuola di Palermo ed è tornata ad allenare quella squadra che aveva visto i suoi esordi da calciatrice e che oggi ha preso il nome di Ludos. Con questa squadra vince il Campionato regionale siciliano ed è stata premiata dalla Federazione Italiana degli allenatori Calcio ( AIAC) con l’“Oscar dell’allenatore”. Antonella difatti ha vinto con la sua squadra dodici partite su dodici! Caso concreto di piena attuazione pratica di quanto appreso a Coverciano, dove ha conseguito con il massimo dei voti il patentino UEFA che le permetterà ora di accedere al mondo professionistico. Risultato d’eccellenza, ci viene da pensare, in quanto donna tenace e costante, e in quanto diplomata Isef, con solide basi nelle scienze motorie.

La seconda storia invece si riferisce a una giovane promessa del calcio femminile, Agnese Bonfantini,  che proprio in questi giorni ha affrontato gli esami di maturità a Verbania, cittadina sul Lago Maggiore. La sua storia calcistica nasce da quando aveva sei anni sul campetto della squadra di Fondotoce (frazione di Verbania) per poi passare, quando non poteva più giocare in una squadra maschile, nella squadra femminile del Gravellona Toce. Ora Bonfantini gioca, da sette anni, nella squadra dell’Inter e a differenza di altre sue compagne, ha frequentato la scuola dividendosi fra viaggi, studi e allenamenti dalle ore 20 alle 22 a più di cento chilometri da casa, tre quattro volte a settimana. Numerosi i viaggi per partite in Italia e all’estero anche per il nuovo impegno che l’ha vista impegnata nella Nazionale femminile under 19.

Non tutti i suoi insegnanti di scuola hanno capito i sacrifici di Agnese e della sua famiglia, ma non è un caso isolato, come ben sappiamo. In realtà, a differenza di molte delle sue compagne, Agnese non passa le sue serate a divertirsi e non riesce neppure a studiare in compagnia (un indubbio vantaggio per molti studenti), perché la sua è una vita rigorosa da sportiva. Per giunta ha scelto una specialità che impegna le donne con gli stessi ritmi maschili senza però essere osannate e supportate da sponsor. In questi giorni, dopo l’esame di Stato è volata a Berna con la Nazionale under 19 per disputare il torneo Europeo, seguita dalla famiglia che ormai organizza le ferie in base ai suoi impegni. Tifoso speciale è il papà, ex giocatore di buon livello di pallavolo. Agnese disputerà con le compagne della Nazionale il girone che le vedrà confrontarsi con le atlete di Germania, Danimarca e Olanda.

Due storie sportive femminili che raccontano passione, impegno, soddisfazioni, rinunce per raggiungere i vertici. Noi della rivista Olimpia non possiamo che augurare a entrambe un futuro roseo per la loro carriera, ad Antonella Licciardi di essere chiamata ad allenare una squadra di rilevo, ad Agnese Bonfantini di continuare la sua corsa verso l’Olimpo per rappresentare l’Italia al meglio nei tornei in cui sarà impegnata nei prossimi anni. In bocca al lupo donne di sport!

 

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