Francesca Iossi, giudice internazionale italiana presente a PyeongChang

By | 16/03/2018

di Adriana Balzarini

Le Olimpiadi possono esistere solo se oltre a organizzatori tecnici e volontari, gli atleti hanno presenti ed operativi i Giudici di gara che rendono omologati i loro risultati. Il loro impegno, il loro coinvolgimento e la loro passione li portano a passare molte ore all’interno dei “campi gara” e Francesca Iossi, eptathleta come lei ama definirsi, nella sua vita quotidiana è un’insegnante di educazione fisica presso il Liceo sportivo di Domodossola (Verbania), ma è stata scelta e in seguito convocata come Giudice alle gare di bob ai Giochi coereani. Un grande impegno visto che sono stati 276 gli atleti iscritti a PyeongChang 2018 in questa disciplina e le competizioni hanno visto 30 equipaggi nel bob a 2 uomini, 20 equipaggi nel bob a 2 donne e 29 equipaggi nel bob a 4. Francesca Iossi ha iniziato a frequentare la disciplina olimpica del bob nel 2002 grazie all’atletica leggera e ad un progetto che era servito a reclutare atleti in vista delle Olimpiadi invernali del 2006. Insieme ad altre ragazze della zona del VCO, Zanoletti, Mollica, si ritrovò a rincorrere il sogno della maglia azzurra e della possibilità di partecipare a una Olimpiade come atleta. Il suo esordio sul bob non fu dei migliori perché nel 2003 subì un grave incidente che le procurò un trauma cranico, trenta punti di sutura in faccia, due operazioni al naso con la ricostruzione del setto nasale e fortunatamente, come lei ama ricordare, è ancora viva.

Nonostante tutto ha continuato la sua preparazione, ma a Torino 2006 il suo sogno si è realizzato a metà, avendo fatto solo da apripista a differenza delle sue compagne. Francesca si è preparata costantemente con grandi sacrifici per gli altri quattro anni olimpici però, a un passo dal salire sull’aereo per Vancouver, la Federazione ha deciso di lasciarla a casa. Ormai tretatreenne ha deciso di appendere le scarpe al chiodo come atleta attiva ma non come insegnante di scuola; anche in questo caso la strada è stata per lei in salita perché l’interruzione dell’insegnamento, causata da tanti periodi passati all’estero per gare e allenamenti, le hanno permesso di entrare in ruolo solo quindici anni dopo. Nel 2012, spinta dal coordinatore dei Giudici di coppa Europa Peter Hell, Francesca ha saputo studiare e superare il test in lingua inglese per diventare giudice internazionale e dopo esser stata convocata come Presidente di Giuria in gare di Coppa Europa e di Coppa del mondo, proprio grazie alle sue capacità a settembre del 2017 Francesca è stata inserita nella lista dei probabili giudici per i Giochi Olimpici e lo spirito olimpico è ricomparso in tutta la sua bellezza nella sua mente.

Finalmente dopo mesi di attesa la conferma ufficiale è arrivata a fine gennaio 2018 e Francesca ha avuto la conferma di essere convocata e di essere l’unica donna giudice europea presente in Corea, al fianco di un’altra donna, l’americana Valerie Fleming, vincitrice della medaglia d’argento nel bob a due a Torino 2006. Queste le parole di Francesca dopo i Giochi coreani: “PyeongChang è stata un’esperienza completamente diversa da Torino sotto diversi aspetti… Torino l’ho vissuta da apripista, fianco a fianco con le mie compagne impegnate nelle gare e con l’immensa emozione della medaglia di bronzo di Gerda e Jennifer e di tutto ciò che ne è seguito. PeyonChang è stato come ritrovare a sentire sulla pelle certi brividi e riviverli da vicino, con la possibilità anche di vivere appieno anche altre discipline olimpiche come il biathlon, il fondo e il salto con gli sci che a Torino, per ovvie ragioni, non avevo potuto seguire. Le gare in cui ero giudice sono state fantastiche anche con degli ex equo … mi sono emozionata moltissimo e non nascondo di averlo fatto terminando il mio lavoro con gli occhi lucidi! Alcune delle ragazze nelle gare le conosco molto bene, abbiamo gareggiato insieme ed è stato una grossa emozione vederle combattere per una medaglia. Noi giudici siamo tutti ex atleti, sia piloti che frenatori, ho lavorato con un giudice italiano Pasquale Gesuito, ex pilota e mio allenatore di guida. Ringrazio la sensibilità del mio Dirigente scolastico e dei miei colleghi che mi hanno sostituita a scuola non solo nell’anno olimpico ma anche nelle gare precedenti, il loro è stato un grande aiuto. Fortunatamente esiste una legge che mi permette di avere a disposizione fino a 30 giorni di assenza per attività di questo tipo, previo parere favorevole del Dirigente scolastico. Quest’anno anche delle mie colleghe tedesche hanno sostenuto l’esame per giudice e spero negli anni a venire che il numero delle donne continui a crescere … io cercherò di fare sempre al meglio il mio lavoro ogni volta che sarò chiamata a farlo… sono testarda, precisa e mi piacciono le sfide”.

Noi come “Rivista Olimpia” non possiamo che augurarle altri successi in questa attività dove la professionalità e le competenze sono di altissimo livello, felici che le donne ricoprano incarichi di prestigio come quello suo , incarichi che fino a pochi anni fa erano esclusivamente maschili. In bocca al lupo e complimenti, Francesca, anche per la tua carriera di insegnante!

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