Due storie, due donne tenaci

By | 09/08/2018

A Brescia il 4 di agosto del 1978, esattamente 40 anni fa, in un meeting di atletica leggera fra Italia e Polonia,  Sara Simeonisegna con la sua prestazione un momento straordinario nel mondo dell’atletica italiana e non solo, perché raggiungerà, nel secondo tentativo,  la misura di 2,01 segnando il record del mondo. Per 1 cm Sara porta via il record mondiale fino a quel momento detenuto da Rosemarie Ackermann con la misura di 2 metri ed effettuato nel 1977 a Berlino. Il suo primato resistette quattro anni fino all’8 settembre del 1982, quando  Ulrike Mayfarth glielo tolse con un salto di mt.2,02, succedendole anche  nel ruolo di campionessa d’Europa.

 

 

Ieri, domenica 5 agosto, la ciclista Marta Bastianelli, ha conquistato il titolo europeo dominando in volata la prova in linea femminile. Dopo 11 anni dal titolo iridato conquistato a Stoccarda nel 2007, e dopo un periodo nel quale sembrava avesse smarrito la classe che l’aveva portata alla ribalta fin dalle sue prime pedalate nella categoria Allieve, Marta è riuscita a imporsi in una volata perfetta verso la linea del traguardo. Marta Bastianelli ha passato un lungo periodo in cui ha visto sfumare la vittoria in tante gare , dove il tricolore conquistato su strada e l’argento ai mondiali Juniores nel 2004 sembravano essere solo dei ricordi e non più il carburante per stimolarla ad altre imprese. Inoltre sulle sue spalle pesava una squalifica per doping per due anni, a pochi giorni dalla partenza per i Giochi di Pechino, che poteva farle interrompere per sempre la carriera. Ieri invece alla partenza negli europei ha deciso di tornare, presentandosi donna di ormai 31 anni ma determinata e forte, con la voglia di dare una svolta alla sua vita sportiva dopo la nascita della figlia. Una nascita che, come lei stessa ha ammesso, l’ha consolata nella controversa vicenda del doping e contemporaneamente l’ha resa ancora più forte, facendole decidere di non mollare.

Dovette rinunciare a due Olimpiadi, Pechino e Londra; forse al suo posto molte avrebbero chiuso con l’attività agonistica. Marta Bastianelli questa voglia non l’ha sentita, ha trovato invece la forza di andare avanti portando una sfida dal doppio risvolto: la voglia di vincere e la voglia di ripagare la sua famiglia per i sacrifici fatti nell’appoggiarla a continuare ad allenarsi costantemente.

“Forza , disciplina e volontà “ ha dichiarato ai giornalisti dopo la sua vittoria. Una vittoria cercata, voluta e costruita con il Ct che aveva detto alle ragazze compagne di squadra che in caso di volata finale bisognava essere tutte per Marta. Lei non ha tradito conducendo una splendida gara tirata da Elisa Longoborghini fino a due chilometri dalla fine. Elisa con grande fair play e tattica quando ha sentito il gruppo alle sue spalle non ha cercato il podio a tutti i costi consentendo così a Marta, bravissima, di effettuare la volata, alzare ancora una volta le braccia al cielo e poi lasciarsi andare ad un pianto di gioia per aver vinto, e poi anche per aver lasciato alle spalle tanti momenti difficili. Questa volta la maglia blu con le stelle della bandiera europea saranno per lei un simbolo della rinascita, consapevole inoltre di essere l’unica mamma italiana professionista in bicicletta.

Due storie a distanza di 40 anni diverse ma ugualmente meravigliose! Una consacrazione dopo 40 anni della “Sara Nazionale” e un grande augurio a Marta Bastanielli perché dopo questa vittoria agli europei possa ancora una volta  vestire la maglia azzurra, a 33 anni, alle Olimpiadi di Tokio 2000.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *