Corradini, vincitrice della Coppa Europa ma esclusa dalle Paralimpiadi di PeyngChang

By | 25/04/2018

di Adriana Balzarini

Melania Corradini ha conquistato la Coppa Europa di sci paralimpico pochi giorni fa festeggiando a Obersaxen in Svizzera la somma annuale delle sue vittorie.  Melania appartiene allo sci club Sport X All di Monfalcone e da anni fa parte della Nazionale di Sci Paralimpico. Nel suo palmarés internazionale troviamo anche  la Coppa Europa nel 2011 e un prestigioso argento olimpico ai Giochi di  Vancouver nel 2010. E’ stata inoltre portabandiera ai Giochi di Torino 2006. E’ un esempio per i più giovani grazie al suo impegno dimostrato in tutti questi anni, nonostante i vari infortuni subiti, e a fronte di simili risultati ha il rammarico per non essere stata presente ai Giochi coreani, Giochi  che hanno visto solo atleti maschi a rappresentare l’Italia.

A una mia richiesta in sede istituzionale sul perché della mancanza di donne mi è stato  spiegato che l’assenza delle donne nella spedizione coreana era dovuta a una scelta tecnica, e tutte noi che abbiamo fatto sport sappiamo che quando si è escluse per questa motivazione  diventa impossibile entrare nel merito della scelta dell’allenatore e/o dello staff. Come mia abitudine quando una cosa mi interessa sono andata a fondo nella questione perché credo che qualche donna non avrebbe tolto niente agli  atleti maschi che hanno saputo onorare vincendo splendide medaglie, piuttosto qualche donna avrebbe sicuramente dato completezza a una squadra che rappresenta la nazione italiana (dovrebbero valere anche nel CIP  le stesse regole che vedono la presenza obbligatoria dell’elemento femminile in squadra pena l’esclusione). Adesso che sappiamo che Melania ha vinto la Coppa Europa mi dispiace ancora di più perché  forse proprio questa scelta  potrebbe far male al Movimento e allontanare altre ragazze dal mettersi in gioco.

Così ho deciso di intervistarla proprio per capire cosa fosse successo. Ricordo che Melania è l’atleta che a Vancouver, nonostante fosse reduce di un grave infortunio , portò a casa la medaglia d’argento in supergigante e nella stessa stagione conquistò il primo podio nella Coppa del Mondo . Purtroppo anche poco prima di Sochi nel 2014 subì un grave incidente alla clavicola, ma riuscì nonostante tutto a essere al cancelletto di partenza ottenendo l’ottavo posto nel supergigante. Nell’intervista Melania mi ha confidato di essere molto felice per i ragazzi che hanno vinto le medaglie in questi giorni ma mi ha anche espresso la sua amarezza nel non essere stata convocata nonostante i risultati positivi che aveva già ottenuto nell’anno in corso, anche se con tutte le altre atlete non aveva potuto disputare nessuna delle prove di Coppa del Mondo sempre annullate per maltempo. Si sarebbe aspettata che dopo l’assenza di medaglie a Sochi la Federazione facesse un’inversione di marcia, dal momento che sono i risultati ottenuti che valgono più di tante parole e lei si era impegnata ottenendoli.  Melania è rimasta dispiaciuta e amareggiata, maggiormente per il tempo dedicato agli allenamenti e le spese affrontate dalla sua famiglia che la segue ovunque, e soprattutto perché :“la notizia della mia  eliminazione mi è stata comunicata dall’allenatore in un parcheggio al buio presso Oulx , al rientro delle gare annullate a Sestiere nel mese di febbraio e con una   comunicazione sbrigativa effettuata in pochi secondi, con un “ tu si, tu no “ mentre le atlete sedevano nel pulmino. In seguito non mi è arrivata mai nessuna altra comunicazione da parte della Federazione, anzi ad una mia  richiesta di spiegazioni inviata per lettera  alla Presidente della Federazione non ho ottenuto nessuna risposta. Le esclusioni fanno parte della vita di uno sportivo, mi sarebbe bastato sapere che al posto mio, nonostante i risultati ottenuti nelle gare dell’anno e la qualificazione ottenuta, si fosse scelto di inviare una giovane atleta, visto che io ero già stata presente a tre Paralimpiadi. E… me ne sarei fatta una ragione!” Continua Melania : “ la pista dove si svolgevano le gare in Corea non era difficile e mi sarei giocata il tutto per tutto sapendo che sarebbe stata l’ultima gara della mia carriera paralimpica.”

A noi non resta che ringraziare Melania per il suo impegno, farle i nostri complimenti per i risultati ottenuti nella sua carriera di atleta paralimpica  e per tutto quello che sta facendo per avvicinare altri giovani al movimento , e le auguriamo un  futuro ricco di soddisfazioni.

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