Con le ali di una farfalla

By | 01/09/2016

Il lungo volo di Angelica Savrayuk dall’Ucraina all’Italia

Savrayuk_libroNata a Luc’k, Ucraina, nel 1989, Angelica Savrayuk è giunta in Italia giovanissima e si è presto distinta nella ginnastica ritmica fino a diventare una delle nostre atlete più blasonate ed entrando a far parte di uno dei gruppi sportivi più titolati, le Farfalle Azzurre dell’Aeronautica Militare.
Angelica ha guadagnando tre titoli mondiali a squadre nel 2009, 2010 e 2011 (con le compagne Elisa Santoni, Elisa Bianchi, Marta Pagnini, Romina Laurito e Andrea Stefanescu) e poi una medaglia di bronzo olimpica a Londra nel 2012. Nella sua brillante carriera non ha solo conseguito onorificenze sportive ma è anche stata insignita del Collare d’oro al merito sportivo nel 2012 e del titolo di Cavaliere della Repubblica italiana nel 2013.
Angelica, assieme a Ilaria Leccardi, ha raccontato la sua bella storia di sport, coraggio e integrazione in una coinvolgente biografia, di cui proponiamo la scheda di Alessandro Cornacchini.

Angelica Savrayuk, La farfalla dell’Est, ginnastica e vita oltre i limiti della pedana (BradipoLibri, Torino 2016)
di Alessandro Cornacchini

Capita di rado, in questi anni difficili, di raccontare una bella storia, siamo quindi particolarmente felici di poter parlare della favola a lieto fine di una ragazzina, che a 13 anni lascia il suo paese, l’Ucraina, per seguire un sogno. Il sogno di una vita migliore, una vita di soddisfazioni, stabilità e benessere. Non è irrilevante che questo sogno coincida con l’altro più grande di diventare un’atleta ai più alti livelli della ginnastica ritmica.

Farfalle-AzzurreAngelica, questo il suo nome, già una promessa dello sport, è a un bivio della sua carriera agonistica: deve decidere se legarsi per sempre alla federazione del suo paese d’origine, o tentare un lungo volo che la porti a migliaia di chilometri di distanza in una terra, lontana e diversa, conosciuta solo attraverso i racconti della mamma. È proprio lei a pensare che l’Italia possa garantire alla sua ragazza quel futuro che ogni genitore augura ai propri figli.

E così, nel 2002, Angelica Savrayuk – sì proprio di lei stiamo parlando – dopo aver fatto un saggio presso la federazione italiana di ginnastica, raggiunge l’Umbria, Orvieto, in particolare, cittadina dove lavora la madre. Ma deve immediatamente affrontare un altro trasferimento, logisticamente più breve ma affettivamente pesante: deve andare a vivere a Perugia presso la famiglia di una sua amica che svolge la stessa disciplina. Perugia è la città più vicina dove si possa praticare il suo sport ai più alti livelli.

Savrayuk1Qui inizia la grande avventura fatta di sacrifici e di successi, di problemi, legati anche all’esigenza d’integrarsi in fretta in un ambiente che l’ha accolta a braccia aperte ma che pretende subito prestazioni e risultati. Al centro di tutto, la grande capacità che ha lo sport di aggregare, agevolare, di offrire opportunità senza discriminazioni. E quindi, di tappa in tappa, di vittoria in vittoria, Angelica raggiunge quello che sperava e desiderava: la chiamata a far parte di uno dei gruppi sportivi più prestigiosi e medagliati, quello dell’Aeronautica Militare, e del team le Farfalle Azzurre. E poi le medaglie con la nazionale, ai campionati del mondo, alle Olimpiadi.

Una bella storia, insomma, che Angelica Savrayuk ha voluto raccontare, in collaborazione con Ilaria Leccardi, in un libro edito da BradipoLibri in cui si mette in discussione senza remore anche quale esempio di come gli immigrati di terza possano portare lustro al nostro Paese.
(Tratto da Aeronautica, n. 6, 2016, per gentile concessione dell’autore)

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