Bologna e le bolognesi

By | 16/03/2018

di Angela Teja

Una volata, sono stata solo due giorni a Bologna, densi di eventi come sempre in questa città dall’alto senso di responsabilità e di partecipazione dei cittadini, dove mai nulla è vissuto invano. Bolognesi apatici o inattivi è difficile trovarne, a me non è mai capitato.

Con l’occhio di “Olimpia” questa volta sono stata attirata da esponenti dello sport/educazione fisica femminile. Iniziamo da Gioia, conosciuta a casa della mia amica e collega Silvia, un punto di riferimento prezioso a Bologna. Gioia ha un paio di anni più di me ma la sua energia vitale è il decuplo. Con lei parlo di problematiche femminili, cultura, diritti, non solo sport, del resto il periodo è favorevole, è quello dell’8 marzo. Gioia mi invita a visitare “Orlando. Associazione di donne” (il cui nome è già un programma, derivando dal celebre romanzo di Virginia Woolf), un’Associazione che vive accanto alla Biblioteca italiana delle donne del Centro delle Donne Città di Bologna. “Orlando” è nata a Bologna negli anni 70 per la volontà di donne attive nel processo di emancipazione femminile tipico di quegli anni. Il Comune la ha aiutata dandole una sede prestigiosa all’interno del Complesso di s. Cristina, nel cuore di Bologna, uno dei chiostri più belli della città. Prima le aveva concesso una sala del Palazzo della Borsa che si affacciava su Piazza Grande, ma anche questa seconda residenza è affascinante e di grande stile. Gli spazi sono affrescati e accolgono la biblioteca, l’archivio, il Centro studi, un’aula convegni molto ampia e varie salette, mentre il Centro vero e proprio ha una sua dependance elegantemente arredata con salottini e mobili d’epoca, con anche una cucina. La visita è veloce, è l’8 marzo, le donne scioperano nel giorno della loro festa, ma si percepisce ugualmente il fervore intellettuale del Centro mirato alla cura dei diritti delle donne.

Gioia si occupa di “Orlando” da anni e ora sta organizzando quattro incontri sullo sport femminile, “Olimpia” ha partecipato al primo con la sua direttrice, Angela Magnanini, presentata a fianco di Sara Simeoni, ed è stata un’ottima occasione per farsi conoscere!

Gioia è anche una “sportiva” nel senso proprio del termine, ovvero è una persona cultrice e amante del movimento per il piacere di farlo, specie nel tempo libero, oltre che per difendere la propria salute. Da anni frequenta un corso di “anti-ginnastica” ispirato al metodo Mézières -Berthérat, e da allora ha imparato a “sentire il suo corpo, ad ascoltarne i segnali. Perché a una certa età i problemi sono inevitabili”. Ci riposiamo in un bar di p. dei Celestini dove abitualmente andava Lucio Dalla. E’ un piacere sentirla parlare perché il suo conversare è gioioso, sereno, comunica energia. Questa è una prerogativa spesso presente nelle donne bolognesi, che sembrano consapevoli di essersi formate “libere” sin dalla culla, con un’autonomia decisionale carica di passione e voglia di esistere.

Se Gioia ha imparato a “sentirsi” e a “liberarsi” attraverso il movimento con altre donne, anche Luciana lo ha fatto attraverso lo sport propriamente detto. Di poco più grande, è stata una nazionale di atletica leggera quando ancora le donne correvano gli 80 m ostacoli: “Peccato, i 100 metri hs sono arrivati quando io avevo ormai smesso. All’epoca la donna si sposava e faceva figli, e dunque abbandonava lo sport agito anche se era arrivata in nazionale. Oggi no, oggi si fanno i figli e poi si riprende a correre”. Peccato, perché a Luciana i 100 m hs sarebbero stati congegnali, era lenta in partenza e avrebbe avuto più tempo per recuperare, come lei stessa dice, forse con un po’ di rimpianto, come se avesse perso l’opportunità di mostrare tutto il suo valore in campo. “In quell’epoca – continua – negli anni 60, era tutto molto diverso. Lo sport serviva alle donne a uscire di casa, a conoscere posti nuovi, ad andare all’estero con le amiche, con la squadra, senza genitori. Come ci si divertiva! Anche nei collegiali… ma in gara no! Quella era una faccenda seria… non come ora che le atlete si truccano e indossano i due pezzi… sarebbe stato inaudito per il mio allenatore, che un giorno mi fece una storia incredibile per un paio di pantaloncini aderenti che indossavo per essere più libera nei movimenti, io correvo con gli ostacoli, poi saltavo, insomma all’epoca era scandaloso cercare un abbigliamento comodo…Ora corrono come vogliono, con una musica assordante di sottofondo! No, io non avrei potuto, io dovevo concentrarmi”.

I tempi sono cambiati e gli anni pure, i capelli sono diventati bianchi, ma Luciana parla dell’atletica leggera con la passione di sempre. Ci scambiamo dei pareri sedute a lato di un incontro del Comitato di quartiere alle “20 pietre”, un laboratorio di cittadinanza partecipata. Cercano soluzioni alternative a un progetto appoggiato dal Comune che prevede la distruzione del Parco della Capraia intorno all’Ospedale Maggiore. Luciana è una cittadina impegnata e mentre il marito e gli altri, una sessantina di persone tra giovani e meno giovani, lavorano ai tavoli proponendo alternative a quella distruzione dissennata della natura, mi racconta di una pista di 200 metri sotto il Palazzetto dello sport che è stata lasciata andare in malora. Ora è un magazzino del basket che continua a essere lo sport di Bologna mentre l’atletica sta scomparendo anche lì. “Basterebbe rifare la pista e ne avremmo una indoor per allenarci in inverno, in Italia non ce ne sono, ma qui c’era! La fanno andare in rovina ed è inutile parlarne a politici, sportivi o giornalisti, sembra che la cosa non interessi a nessuno. Anche nel parco che vogliono distruggere c’è una struttura in metallo molto grande, la si potrebbe coprire e sotto gettarci un po’ di tartan, sarebbe un altro luogo dove allenarsi con il cattivo tempo. Chissà, speriamo di farcela almeno in questo!”

Donne tenaci, volitive, sportive, cittadine impegnate le bolognesi!

RADUNO a CHIAVARI 1965 – le atlete da sin. Prof. BRUNO MARCHI -LUCIANA CASTELLARI – dietro DANIELA SPAMPANI- X- CARLA BARTOLINI-PROF.ALESSANDRO CALVESI-LAURA MARTELLA – PATRIZIA FRANZI – ETTORE MILONE- dietro CALVESI – IL PROF. MASSARDI -accosciate SANDRA TONELLI – ILEANA ONGAR. (foto presa dalla pagina FB di Luciana Castellari)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *