Sofia Goggia entra nella “leggenda” dello sci italiano

By | 22/02/2018

di Adriana Balzarini

25 anni passati sugli sci accarezzando sempre il sogno della partecipazione alle Olimpiadi fin dall’età di sei anni quando affrontava le prime gara da “cucciolotta” effettuate a Foppolo. Noi Giudici di gara della FISI delle Alpi Centrali più volte abbiamo visto il suo nome nelle parti alte della classifica e più volte l’abbiamo incontrata e assistito alla sua crescita sempre con il suo sorriso e la sua grinta. Ma fra una gara e l’altra Sofia ha passato anche del tempo in “riposi forzati” perché gli infortuni, proprio nell’articolazione del ginocchio, non le hanno sempre permesso di avere delle regolari stagioni agonistiche e di essere presente ai Giochi di Sochi nel 2014, dove è andata ma solo come commentatrice televisiva. In questi Giochi testa e grinta, impegno e costanza le hanno invece permesso di pennellare la traiettoria sulla pista del Jeongreon Alpian Center di PeyongChang portando a casa il miglior risultato della sua vita sportiva, che poi si traduce nel miglior risultato che ogni atleta sogna di realizzare.

Sofia Goggia con questa medaglia entra di diritto nella leggenda perché è la prima donna italiana ad aggiudicarsi la prova di discesa libera dello sci alpino. Prima di lei solo Zeno Colò conquistò l’oro olimpico ad Oslo nel 1952 in questa stessa disciplina, ma non bisogna dimenticare che nella stessa Olimpiade la prima donna italiana nello sci alpino , Giuliana Minuzzo, conquistò la prima medaglia femminile                               ( bronzo) per l’Italia, proprio in questa specialità . Con l’oro di Sofia possiamo affermare di aver “chiuso il cerchio” delle medaglie d’oro conquistate dall’Italia femminile olimpica: 34 anni fa, Sarajevo 1984, Paoletta Magoni conquistava il primo oro nello slalom , 20 anni fa Debora Compagnoni conquistava il suo terzo oro olimpico consecutivo nello slalom gigante a Nagano 1998 diventando la prima donna a riuscire in questa impresa , 19 anni fa l’ultimo oro femminile se lo aggiudicava Daniela Ceccarelli nel Super Gigante a Salt Lake City 2012.

Sofia questa vittoria se l’ha voluta e se l’è costruita senza lasciarsi intimidire e annientare né dalla tensione pre-gara né dalla presenza di forti concorrenti che, come lei, ambivano al titolo olimpico; ha controllato la gara anche se pochi giorni prima aveva sbagliato nella gara di super gigante. Più di Lynsen Vonn, amica ma anche avversaria fortissima, è riuscita a dominare la concentrazione, e forse anche la pressione mediatica, il che le ha permesso di non fare nessun errore. La Vonn, che giorni prima aveva sparso le ceneri del nonno sulla pista perché era stato reduce della guerra di Corea, si è dovuta accontentare del terzo posto e inchinarsi davanti alla bravura della sua amica Sofia con la giovane norvegese Ragnhid Mowinckel, classificatasi al secondo posto.

Questa Olimpiade per l’Italia possiamo dirlo che è sempre più rosa?

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *