Successo per la settimana dello Sport a Treviso

By | 28/02/2018

Erano circa 400 gli studenti degli istituti superiori che sabato 17 febbraio hanno partecipato agli incontri organizzati a Treviso in occasione della Settimana dello Sport. Presso l’aula magna dell’ITIS Fermi, si è parlato di sport , in una mattinata organizzata dalla prof.ssa Laura Mestriner, già campionessa di pattinaggio a rotelle, allenatrice e preparatore atletico per la Federazione nella quale ha svolto anche l’incarico di tecnico di gruppi e componente della Commissione per il Pattinaggio Spettacolo

Ha aperto la giornata il Dott. Federico Pasteur, medico specializzato in ortopedia e traumatologia, già medico sociale della Benetton Rugby e membro della Federazione Medico Sportiva Italiana che ha parlato di alimentazioen e corretti stili di vita dello sportivo.
E’ toccato poi ad Antonella Stelitano, che ha illustrato il progetto della Rivista Olimpia, presentando alcuni dati impietosi sull’assenza di una adeguata presenza femminile a livello di leadership sportiva. “In Italia – ha detto – non c’è mai stata una donna ai vertici del CONI, nè nazionale nè regionale e solo in due occasione un comitato provinciale ha visto una donna al comando. In oltre 100 ani di storia, il CONI ha rappresentato lo specchio della situazione generale che vede le donne ancora molto distanti, per ragioni diverse, da una parità in questo settore”. Ha poi introdotto il tema del Fair Play e del corredo di valori che promuove come ambito nel quale coltivare i presupposti di una “cittadinanza universale”.

Infine, ha chiuso la giornata Silvia Biasi, atleta della nazionale di Sitting Volley, che ha catturato i ragazzi con un intervento dal titolo “Volevo solo giocare a pallavolo”. Silvia, che a 5 anni ha perso il braccio destro per un incidente, ha realizzato infatti il sogno di giocare a pallavolo, prima in una squadra “normodotata” e poi in una formazione di sitting volley, fino alla convocazione azzurra dell’anno scorso.
“Ho superato molti problemi per arrivare – ha raccontato Silvia – Innanzitutto con i miei genitori perchè le protesi costano e immaginare di usare una protesi per giocare a pallavolo rischiava di essere una spesa troppo alta….Poi gli arbitri che facevano fatica ad accettare la mia presenza in squadra perchè nel volley “normale” non si può scendere in campo con fasciature rigide…figuriamoci una protesi! Ma non mi sono fermata. Ho continuato a giocare ed allenare finchè ho trovato una squadra di sitting volley, la Cuoredarena Bremas e ora gioco con loro. La convocazione in nazionale è venuta poco dopo”.
Silvia in questi giorni è il collegiale azzurro. “In squadra – raccolta – ci sono atlete con disabilità maggiori della mia, ma sono di esempio per tutti: non si scoraggiano mai!” .

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