Archivi&sport

Perché gli archivi dello sport?

di Rosalba Catacchio e Angela Teja

Perché una rubrica dedicata all’archivistica? Per giunta in una rivista che si occupa di sport femminile? Forse che non conosciamo le difficoltà, o meglio le particolarità, degli studi di sport e donna? Certamente no, e ne parleremo diffusamente in “Olimpia”, e allora perché raddoppiarle guardando agli archivi? Già, perché se la salvaguardia delle fonti primarie della nostra storia in senso generale non è rosea, immaginiamo di una particolare categoria come quella degli archivi di sport, fonti poco utilizzate dalla ricerca storica perché poco conosciute e a rischio di dispersione, e non valorizzate dagli stessi Enti produttori e conservatori in quanto non a conoscenza delle norme di conservazione della stessa documentazione. In Italia, nonostante un impegno ultradecennale per la creazione di un Centro di archivi sportivi nazionale con delegazioni regionali (si veda l’allegato “Tappe degli interventi per la salvaguardia degli archivi sportivi in Italia”), a tutt’oggi nulla è stato ancora realizzato. Tutti d’accordo, anche ai massimi livelli della dirigenza sportiva, che senza conoscere il passato non si può progredire e rinnovarsi in un cammino ricco di soluzioni per il futuro, ma all’esame dei fatti non resta che constatare che “tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare”… E se in Italia non sono organizzati gli archivi dello sport in generale potranno mai esserlo quelli femminili?

Eccoci allora a quella che pensiamo sia la finalità di questa rubrica: da un lato raccogliere le fonti primarie della storia della donna in ambito sportivo senza che queste vadano disperse (sarà la riflessione che si svilupperà nella nostra rivista a dimostrare la valenza di queste fonti per la storia tout court dello sport ma anche per quella del riconoscimento dei diritti delle donne e del loro ruolo nelle vita sociale che non si può più sottovalutare, come è successo finora), segnalandone la presenza laddove esistono, dall’altro ricercarne ancora e sollecitare segnalazioni di altri “giacimenti nascosti”, come amava definire gli archivi delle donne Arlette Farge, fonti inedite fruibili dai ricercatori. E si sa che una ciliegia tira l’altra… perlomeno la nostra speranza è questa.

Questa rubrica può allora divenire un Centro virtuale di archivi di donne sportive con l’aiuto e le segnalazioni di tutti. Quindi, se volete segnalarci archivi di donne sportive, fatelo a questo indirizzo: redazione.sito@rivistaolimpia.it

(FOTO: “Archivio privato. Fondo Andreina Sacco Gotta. “Certificat d’aptitude” della Federazione Femminile Francese di ginnastica ed educazione fisica conferito alla Gotta nel Concorso federale del 20-21-22 luglio 1928″)